
E’ il nome di una barca Neozelandese e della sua sfida: circumnavigare la terra in meno di 75 giorni, attuale record stabilito nel 1998 dall’imbarcazione inglese “Cable&Wireless”.
Le regole della gara prevedono il passaggio negli stretti di Suez e Panama con luogo di partenza/ arrivo a discrezione degli sfidanti.
L’obiettivo è compiere la traversata in 65 giorni ma al momento la gara è stata sospesa, infatti ,nel corso della navigazione l’imbarcazione è stata coinvolta in una serie di vicissitudini: dal guasto tecnico, con lunghissima attesa per i ricambi, allo scontro con altre imbarcazioni dove purtroppo un pescatore ha perso la vita.
Peccato per gli imprevisti perché la competizione, già di per se interessante, è resa ancora più singolare dallo spirito ecologico dell’iniziativa riassunto nel motto di: “Una gara intorno al mondo per un pianeta migliore”. L’intero progetto ha preso forma ispirandosi allo sviluppo tecnologico nel rispetto dell’ambiente, attraverso l’impiego di materiali eco-compatibili e all’utilizzo di carburante biodiesel per alimentare i motori.
Il design potrà piacere o meno, è evidente comunque un risultato che và ben oltre l’aspetto esteriore, si tratta infatti di un “wave percing hull” ovvero di uno scafo caratterizzato da una prua molto stretta, con un galleggiamento minimo, che non cavalca le onde ma le attraversa minimizzando i movimenti verticali dell’imbarcazione, consentendo quindi una navigazione più regolare e veloce anche con mare formato.
In questi giorni la Earthrace è in Spagna, a Valencia dove si disputerà la finale della 32^ America’s Cup; chi volesse avere una finestra, o meglio un oblò, molto speciale da cui assistere alla sfida potrà farlo a bordo di questa specialissima imbarcazione.


